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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
ILA 2016

Quando all'apertura dei cancelli "il cielo sopra Berlino", prendendo in prestito il titolo del film di Wim Wenders, ha iniziato a gettare copiosamente pioggia sull'area dell'aeroporto di Schonefeld, gli organizzatori del Salone aerospaziale tedesco hanno pensato al peggio. A rafforzare i loro timori le previsioni meteorologiche a dir poco allarmanti che per tutta la settimana lasciavano poco spazio all'ottimismo.

Qualcuno, forse, ha anche pensato che la scelta del 2014 di spostare la kermesse da settembre alla tarda primavera non fosse stata proprio un'ottima idea. Ma, per fortuna, non è andata così, perché a metà mattinata il sole è tornato a splendere e ha accompagnato, con qualche nuvola grigia sempre in agguato, l'edizione 2016 dell'ILA fino alla sua conclusione. La pioggia iniziale, però, ha messo a dura prova i nervi degli organizzatori: la cerimonia di apertura, prevista proprio nell'area della "statica", è stata dapprima spostata nella Hall 1 e poi riportata di nuovo sul piazzale; in poche parole un continuo trasloco di leggii e sedie.

A tagliare il nastro azzurro il vice cancelliere e ministro dell'economia Sigmar Gabriel che ha sostituito Angela Merkel nella tradizionale cerimonia: un'assenza dovuta, probabilmente, a impegni di natura istituzionale, che, comunque, non è passata inosservata. Va ricordato, infatti, come il Salone tedesco, nonostante vanti una tradizione centenaria, vive oggi una certa difficoltà ad affermarsi come appuntamento di spicco nel "Vecchio Continente". I numeri, tuttavia, non sono da poco: oltre 1.000 gli espositori provenienti da 37 Paesi e 200 i velivoli presenti! Nonostante ciò, l'ingombrante vicinanza con l'appuntamento di Farnborough ha di fatto impedito all'ILA di crescere come nelle previsioni, tanto da costringere gli organizzatori ad anticiparlo a prima dell'estate per cercare di "sottrarre" le novità del mercato al più gettonato Salone britannico che si tiene, come da tradizione, a luglio. Non si può negare che queste difficoltà abbiano influenzato non poco la rassegna che, per questa edizione 2016, ha registrato uno "scarso interesse" da parte dei big del settore.

Finmeccanica (o meglio Leonardo) e Lockheed Martin, giusto per fare alcuni esempi, erano presenti attraverso società controllate e comunque in forma ridotta, mentre altri, come Boeing, hanno partecipato con il "minimo sindacale". Ci sono diverse ragioni che spiegano le scelte di queste grandi società: in primis, la necessità di concentrare gli sforzi dove il ritorno d'immagine e le possibilità di fare business sono maggiori, vedi Farnborough, e, in seconda battuta, la forte presenza delle aziende "di casa", vere e proprie "dominatrici" della kermesse. È il caso, ad esempio, di Airbus Group, società a maggioranza franco-tedesca, che ha praticamente monopolizzato la "statica" e le hall del Salone. Detta così sembrerebbe che l'ILA sia diventato ormai un appuntamento di secondo piano ma, fortunatamente, le cose non stanno così: nel tempo, infatti, l'ILA sta cercando di costruire una sua identità.

servizio speciale di Antonio Calabrese ed Emanuele Salvati

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 3 del 2016

 

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