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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
MARTE stiamo arrivando

Il 14 marzo è iniziato il viaggio della prima missione ExoMars che a ottobre dovrebbe arrivare nell’orbita del Pianeta Rosso con lo scopo di gettare le basi per l’esplorazione umana di Marte.

Sono le 9 e 31 dello scorso 14 marzo quando dal cosmodromo di Bajkonour decolla il vettore spaziale di fabbricazione russa Proton. Sembrerebbe una delle tante missioni di natura scientifica o commerciale che regolarmente decollano dalla piattaforma kazaka e invece il Proton questa volta sta trasportando oltre l’orbita un carico prezioso che rappresenta un passo importante per l’Europa e per l’esplorazione dello Spazio in generale. Forse stiamo esagerando ma ci piace porre una certa enfasi su ExoMars, il progetto nato dalla collaborazione tra l’ESA e la russa Roscosmos, che potrebbe gettare le basi per la futura esplorazione umana del Pianeta Rosso. Proprio così perché l’obiettivo finale è quello di valutare nei minimi dettagli tutti gli aspetti collegati a una possibile discesa su Marte. Forse stiamo correndo anche in questo caso, ma ci vogliamo immaginare un futuro non troppo lontano in cui una missione europea potrà essere in grado di portare il primo uomo su Marte. Torniamo sulla Terra e concentriamoci sulla realtà, ovvero ExoMars, la complessa missione che è iniziata ufficialmente lo scorso marzo. Il termine “iniziata” è quanto mai appropriato visto che il programma prevede l’invio di due missioni a distanza di qualche anno. La prima, quella appena iniziata, è formata da due componenti principali: la sonda TGO (Trace Gas Orbiter) che studierà l’atmosfera di Marte alla ricerca di tracce di metano o di altri gas che possano rivelare la presenza, attuale o passata, di vita organica e l’EDM (Entry, descent and landing Demonstrator Module) un dimostratore tecnologico che, dopo essere atterrato sul Pianeta Rosso, inizierà una prima esplorazione del suolo marziano.


di Emanuele Salvati
 
Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 2 del 2016

 

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