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I Typhoon si addestrano a Nellis

Non è la prima volta che assetti dell’Aeronautica Militare prendono parte alla “Red Flag”, una delle esercitazioni più importanti e sofisticate al mondo.

Già era accaduto con i Tornado, nel 2009 con gli AMX, mentre nel 2010, questa volta sui cieli dell’Alaska, furono piloti e specialisti sempre della linea Tornado ad addestrarsi in scenari complessi a diverse migliaia di chilometri dall’Italia. È la prima volta, però, che all’esercitazione organizzata dall’USAF fin dal 1975 partecipano gli Eurofighter italiani. Un debutto, quello dei nostri Typhoon, che inquadra perfettamente il livello di maturità acquisito dal caccia multiruolo europeo, recentemente impegnato in una serie di dispiegamenti in diverse parti del mondo per operazioni reali: da Cipro, con la RAF (Royal Air Force), per le attività di contrasto a Daesh, alla Lituania, nella missione Baltic Air Policing, che si è da poco conclusa. Del resto, l’intera flotta Eurofighter, oltre 470 velivoli distribuiti tra sei operatori internazionali, ha accumulato più di 330mila ore di volo raggiungendo ottimi livelli di affidabilità. La “Red Flag”, la 16-2 per essere precisi, si è “giocata” sui cieli del Nevada, Stati Uniti, tra la Nellis Air Force Base e l’NTTR (Nevada Training and Test Range), la principale zona di addestramento militare dell’USAF con un’estensione di oltre 7.500 chilometri quadrati a terra e 24mila chilometri quadrati di spazio aereo a disposizione, più di 1.900 possibili bersagli e sistemi di minaccia che simulano, addirittura, batterie missilistiche nemiche. Un environment che è quanto di più realistico e complesso si possa chiedere per sperimentare le proprie tattiche e misurare le proprie capacità nel combattimento aereo, puntando a ritorni addestrativi certi e di assoluta qualità. Un campo di battaglia simulato che solo l’area a nord di Las Vegas può offrire e che non può essere replicato in nessun’altra parte del Mondo. La base aerea di Nellis, la “Home of the fighter pilot”, così recita il suo motto, ci ha davvero impressionato, e non solo per gli immensi spazi di cui dispone. Aeroplani dappertutto, e che aeroplani! Decolli e atterraggi a ciclo continuo, praticamente l’attività di volo non si ferma mai, di giorno come di notte.

servizio speciale di Serafino Durante e Luca Ricci

Leggi l'articolo completo sulla Rivista Aeronautica n° 2 del 2016

 

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