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Ministero della Difesa
Aeronautica Militare
SEZIONE CENTRO PRODUZIONE AUDIOVISIVI
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Le origini del volo e della fotografia sono quasi coincidenti e ancora di più lo sono i loro sviluppi tecnologici. Le prime riprese fotografiche in volo risalgono ai primi aerostati nel 1855/1858, quando a Parigi venne applicato un sistema per fotografare dal pallone.

 In Italia e nello specifico in campo militare, nel 1896 venne costituito il Servizio Aerofotografico Militare alle dipendenze del Servizio Aerostatico del Regio Esercito a Roma.

Prima ancora che in campo bellico, il connubio tra fotografia e volo ebbe sviluppi in campo civile con le mappature delle città di Roma e Venezia e il rilevamento del fiume Tevere che portò a conseguire la medaglia d’oro al I Congresso Fotogrammetrico Internazionale di Bruxelles. Successivamente l’utilizzo della fotografia trovò ampio spazio in campo bellico nella Grande Guerra. Quando nel 1923 l’Aeronautica Militare (più correttamente Regia Aeronautica) venne costituita come Forza Armata autonoma alla pari di Esercito e Marina, ereditò le competenze nel campo della fotografia aerea e da subito inserì nei suoi quadri i fotografi. La Regia Aeronautica collaborò da subito con il glorioso Istituto Geografico Militare per la parte della aerofotogrammetria e con l’Istituto Luce, incaricato della produzione e diffusione dei cinegiornali, per la parte di documentazione a terra e in volo. Il primo vero banco di prova fu la campagna in Etiopia, dove, senza il supporto del mezzo aereo per la mappatura del territorio con la redazione in tempo reale di vere carte geografiche, l’esercito a terra non avrebbe potuto avanzare in territori praticamente inesplorati. Con la conclusione della II Guerra Mondiale, l’Aeronautica Militare subì un forte ridimensionamento fino a quando l’Italia non aderì al Patto Atlantico; a quel punto la Forza Armata e con esso il Servizio Fotografico fu “costretta” ad allinearsi alle altre Forze Aeree europee che nel frattempo avevano continuato il loro aggiornamento tecnico-professionale. L’occasione propizia capitò quando, nell’ambito del trattato Cielo Aperto, che consentiva la ricognizione reciproca nei territori del Patto Atlantico e del Patto di Varsavia (in piena guerra fredda), venne chiesto al Servizio Fotografico di dare una dimostrazione pratica delle proprie capacità, l’operazione ebbe un enorme successo con la dimostrazione che tale Servizio aveva comunque mantenuto un’organizzazione efficiente. Nel frattempo i compiti che venivano affidati al Laboratorio Fotocinematografico aumentavano, così come crescevano le esigenze degli organi di informazione fino al punto che, la Forza Armata decise di creare un Centro di Produzione Materiale per la Pubblica Informazione (1976) alle dipendenze dell’Ufficio Documentazione e Attività Promozionali dello Stato Maggiore dell’Aeronautica.

I documentari illustrativi sull’attività dell’Arma Azzurra assumevano sempre più importanza e i materiali prodotti venivano messi sempre più spesso a disposizione di produttori privati. Questo comportava una sempre maggiore qualità dei prodotti che ha portato ad una differenziazione nei compiti e una crescita professionale degli operatori che sempre più spesso si vedevano in tutte le circostanze sia addestrative che di rappresentanza nei vari aeroporti d’Italia. Vennero costituiti due Laboratori separati, uno Fotografico e uno Cinematografico sancendo così definitivamente le differenti destinazioni professionali. Nel 1977 durante le riprese del documentario “g acrobatico” sulle Frecce Tricolori un giornalista “battezzò” gli operatori che aveva conosciuto nell’occasione “la Troupe Azzurra”, il nome piacque e da li rimase quale identificativo del Gruppo. Nel 1979 nasce il Centro Produzione Audiovisivi dello Stato Maggiore dell’Aeronautica che ancora oggi è suddiviso in n° 4 Laboratori (Fotografico, Cinematografico, Multivisione e Video) attualmente rinominato come Sezione Centro Produzione Audiovisivi – Troupe Azzurra posto alle dirette dipendenze del Capo del 5° Reparto SMA.

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