Restaurato il Ro.37bis
  Fase del restauro presso Celin Avio

 

 Videoclip sulle fasi del restauro del Ro.37, realizzata dallo Stato Maggiore Aeronautica     

 

Da sabato 21 gennaio è possibile ammirare presso il Parco e Museo del Volo di Volandia (Area ex Officine Aeronautiche Caproni) a Somma Lombardo (Varese), prima del successivo e definitivo trasferimento del velivolo presso il Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle (Roma), il ricognitore Ro.37bis "Lince" appena restaurato. Presso il Museo si potrà anche vedere il cacciabombardiere AMX del 3° Reparto Manutenzione Velivoli di Treviso, recentemente consegnato al Museo del Volo.

 

Specialista del 1° RMV di Cameri (Novara) al lavoro

 

Il relitto del velivolo Romeo Ro.37bis, uno dei biplani di produzione italiana degli anni ’30 venduti nel 1937 alla Forza Aerea afghana e recuperato nel 2006 presso Kabul, è stato restaurato grazie al contributo e impegno del personale dell’Aeronautica Militare e di alcune ditte. In particolare, il Centro Storiografico e Sportivo A.M. di Vigna di Valle, il 10° Reparto Manutenzione Velivoli di Galatina (Lecce), il 1° Reparto Manutenzione Velivoli di Cameri (Novara), Celin Avio, Finmeccanica, Fondazione Parco e Museo del Volo ‘Volandia’, Memphis Belle, Piaggio Aero Industries e Alfa Romeo.

 

Specialisti del 10°RMV di Galatina (Lecce)

 

Nato per sostituire il velivolo Ro.1, impiegato dall’Aviazione Ausiliaria per il Regio Esercito (dipendente dalla Regia Aeronautica) con compiti specifici di ricognizione aerea, il Ro.37 fece parte del programma di potenziamento dei mezzi avviato dalla Regia Aeronautica nei primi anni trenta. Il Ro.37, progettato dall’ing. Galasso e costruito a Napoli dalla società IMAM (Industrie Meccaniche ed Aeronautiche Meridionali), entrò in linea nel 1935. Il suo primo impiego avvenne nel 1936 in Spagna con l’Aviazione Legionaria e nel corso della seconda guerra mondiale fu il ricognitore armato standard dell’Aviazione Ausiliaria per il Regio Esercito, rimasto in servizio attivo sino al giugno 1943.

 

 Libia-1938 Schieramento di Ro.37bis della 136^ Squadriglia

 

Il restauro del Ro.37, così come degli altri velivoli della ditta Romeo, saranno inclusi in un libro dal titolo ‘Il ritorno dei Romeo’ edizioni Rivista Aeronautica di prossima uscita. Con riferimento al Ro.37 il volume riporta, tra gli altri, le attività belliche e l’efficiente produzione nazionale di velivoli destinati anche al mercato estero. Nel giugno 1940 «[…] ben 283 (dei quali 207 efficienti) Ro.37 delle tre motorizzazioni dotavano 31 squadriglie da osservazione aerea dell’aviazione ausiliaria per l’Esercito». Nei Balcani il Ro.37 debuttò su Grecia e Albania «[…] dove, a fronte di perdite lievi, riuscì anche a fermare le avanzate nemiche. Su un massimo di 66 aerei disponibili nell’aprile 1941, infatti, solo due furono abbattuti dalla contraerea e tre dalla caccia. Nel luglio 1943 i Ro.37 dotavano ancora i gruppi 61° (in Slovenia), 65° (Sardegna, operante anche a favore della Marina) e 72° (Grecia), nonché la Scuola Osservazione di Cerveteri (Roma), il 12° Gruppo Complementare e reparti secondari per traino manica o alianti». Le esportazioni, in parte tratte dalla linea della Regia Aeronautica, «[…] assommarono a 51 esemplari, compresi sei Ro.37 forniti all’Austria nell’aprile 1936 (in servizio con l’Aufklärungsstaffel 2 sino all’Anschluss) e 45 bis con il P.IX per l’Afghanistan (16, descritti più avanti), all’Ecuador (nove), all’Ungheria (14, consegnati a partire dal 1939, numerati 2501-2514 con codici F501-F514) e all’Uruguay (sei)».