
La riforma dei Vertici militari è stata sicuramente il fulcro su cui ha fatto leva tutto il processo di ristrutturazione delle Forze Armate che, nella sostanza, coniuga le nuove e diversificate esigenze operative con i limiti imposti dalla disponibilità delle risorse finanziarie per approntare uno strumento militare più snello e dotato di maggiore capacità di proiezione.
Economia dunque che, nell’ambito della Difesa e dell’Aeronautica Militare in particolare, è perseguita anche attraverso una riorganizzazione delle componenti operative, logistiche e formativo-addestrative, in linea con i provvedimenti strutturali che sono componente essenziale del “modello di difesa” e presupposto per la sua pratica attuazione.
Il riordino della Forza Armata, che ha imposto la chiusura o la riorganizzazione di molti Enti e reparti, si è tradotto, e si sta ancora traducendo, nella contrazione di diverse migliaia di eff ettivi: dal 1996 a oggi si è passati da quasi 80.000 a circa 45.000 uomini e la prospettiva è il conseguimento di un organico stimato intorno ai 44.000 militari che il modello di Difesa, basato su un esercito di professione di circa 190.000 unità, assegna all’Aeronautica Militare. Questo organico sarebbe costituito da 5700 Ufficiali (13%), 26.300 Sottufficiali (60%) e 12.000 militari di truppa (27%).
Non va comunque sottaciuto che i provvedimenti di soppressione e riorganizzazione che hanno interessato la Forza Armata hanno avuto un serio impatto, in particolare, su molteplici realtà locali nonché significative ripercussioni sul personale.