36° Stormo

ENGLISH VERSION 

Sede

Gioia del Colle (BA).


Storia
Lo Stormo nasce il 1° Febbraio 1938, sull’aeroporto appena costruito di Bologna-Borgo Panigale. I velivoli impiegati erano bombardieri. Volando con i vecchi SIAI S.81 e con i più recenti S.79, lo Stormo prende parte alle prime fasi della II Guerra Mondiale con il bombardamento degli obiettivi nemici di Malta e delle città dell’Africa Settentrionale. Dal 1941 lo Stormo viene convertito alla nuova specialità di aerosilurante. Accanto agli SM.79 compaiono i nuovi SM.84, specificamente sviluppati per l’aero-siluramento. Fino al settembre 1943 lo Stormo viene continuamente impiegato in azioni sul Mediterraneo Centrale e Occidentale, ottenendo diversi successi, il più eclatante dei quali è l’attacco alla corazzata inglese “Nelson”. Dopo l’8 settembre anche il 36° si divide tra coloro che si recheranno al Nord e quelli che resteranno al Sud. L’Aeronautica del Sud raccoglie la maggior parte degli aerei e del personale del 36° Stormo e sotto le insegne cobelligeranti viene creato il 36° Stormo Notturno che svolgerà, fino al 1945, intense azioni di supporto ai reparti del Regio Esercito che oppongo resistenza ai nazisti tedeschi e, in seguito, ai reparti partigiani italiani e titini che combattono nei Balcani. Alla fine delle operazioni di guerra le perdite per lo Stormo risulteranno intense, sia in mezzi che in uomini: due Comandanti di Stormo, il Colonnello Helmut Seidl – a  cui sarà intitolato lo Stormo nel 1981 –  e il Colonnello Giovanni Farina, entrambi napoletani, cadono in azione insieme a due comandanti di gruppo, tre comandanti di squadriglia e oltre 180 tra ufficiali, sottufficiali e avieri degli equipaggi. Gli atti di eroismo saranno segnati con un imponente numero di decorazioni,  tanto che la bandiera dello Stormo è ancora oggi quella con più decorazioni di guerra di tutta l’Aeronautica Militare: 1 Medaglia d’Argento al Valor Militare al 36° Stormo Bombardamento Terrestre, 1 d’Oro al 36° Stormo Aerosiluranti e 1 d’Argento al 36° Stormo Notturno, mentre al personale verranno concesse ben 8 Medaglie d’Oro al Valor Militare alla memoria, 43 Medaglie d’Argento, 123 Medaglie di Bronzo e 27 Croci di Guerra. Dal 1 novembre 1948, a seguito delle clausole armistiziali, lo Stormo assume la denominazione di 36° Stormo Trasporti e opera dall’aeroporto di Guidonia (Roma), dove resterà fino alla primavera del 1953, quando verrà trasferito a Latina. Il 12 giugno 1955 il 36° Stormo viene sciolto e posto in posizione “quadro”. L’acuirsi della “Guerra Fredda” e lo scontro tra l’Occidente e il blocco sovietico furono alla base della prima rinascita del glorioso 36°. Infatti il 1° maggio 1960 viene costituita la 36^ Aerobrigata I.S. (Interdizione Strategica) il cui compito sarà quello di minacciare, con i suoi missili Jupiter, bersagli posti al di là della “cortina di ferro”. La Brigata viene stanziata a Gioia del Colle e le sue basi missilistiche vengono dislocate su tutto il territorio della Murgia. I missili verranno ritirati nel 1963, dopo la “crisi di Cuba” e gli accordi tra John F. Kennedy e Nikita Kruscev. Il 10 luglio 1963 la 36^ Aerobrigata viene posta in “posizione quadro”. Sulla base di Gioia del Colle restano gli F-86K del XII Gruppo Caccia che, nel frattempo, sono stati trasferiti dalla 4^ Aerobrigata di Grosseto. Il XII opererà dall’aeroporto pugliese in missioni di interdizione dello spazio aereo e, nel 1966, verrà raggiunto dal 156° Gruppo Cacciabombardieri, proveniente dal 6° Stormo di Ghedi (Brescia). I due gruppi, con il foglio d’ordini nr. 22 del 1 agosto 1966, ricostituiscono il 36° Stormo. La Bandiera di Guerra del glorioso reparto dell’Aeronautica Militare verrà riconsegnata nella mani del Colonnello Vittorio Zamboni il 14 ottobre 1966. Il 1 ottobre del 2007 viene assegnato allo stormo il velivolo Eurofighter 2000 Typhoon, con il quale i piloti del XII Gruppo Volo assicurano la missione di Difesa dello Spazio Aereo. La transizione verso la configurazione finale, definita nell’ambito della Trasformazione dell’Aeronautica Militare, che prevede lo stormo impegnato come reparto dedito unicamente alla Difesa Aerea Nazionale e NATO, passa attraverso la partenza del 156° Gruppo Volo che, il 1° luglio del 2008, rientra a Ghedi dopo 42 anni di permanenza a Gioia del Colle sotto le insegne del 36° Stormo. Il 5 gennaio 2009 il 36° Stormo riprende a partecipare al Servizio si Sorveglianza Aerea concorrendo, insieme al 4° Stormo di Grosseto e al 37° Stormo di Trapani, a garantire la Difesa Aerea dello Spazio Aereo Nazionale e NATO. Il 1 luglio 2010 l'arrivo del X Gruppo Caccia Intercettori proveniente dal 37° Stormo di Trapani Birgi, segna il compimento della trasformazione messa in atto dai primi anni 2000. Il 36° Stormo “Helmut Seidl” ha sede presso l’Aeroporto Militare di Gioia del Colle “Antonio Ramirez”.  Il Reparto dipende gerarchicamente dal Comando delle Forze da Combattimento, con sede a Milano, che ha il compito di assicurare l’addestramento e il raggiungimento della prontezza operativa delle unità assegnate. A sua volta il Comando delle Forze da Combattimento è alle dipendenze dell’Alto Comando Squadra Aerea la cui missione è approntare e addestrare i reparti e le unità operative, affinché acquisiscano e mantengano i livelli di prontezza e capacità operativa, oltre a una autonomia logistica, necessari al conseguimento degli obiettivi definiti dal Capo di Stato Maggiore della Forza Armata. Alle dipendenze del 36° Stormo vi sono una serie di articolazioni che garantiscono il raggiungimento degli obiettivi prefissati: l’Ufficio Comando, l'Ufficio Operazioni, il X e il XII Gruppi Volo, il Gruppo Protezione delle Forze, il 436° Gruppo Servizi Tecnici Operativi, il 536° Gruppo Servizi Logistici Operativi, il 936° Gruppo Efficienza Aeromobili ed il  Servizio Amministrativo. Dal 10 settembre 2012 sul sedime di Gioia del Colle è stato dislocato l'84° C/SAR proveniente da Brindisi. Dall’ottobre del 2012, su disposizione del Capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare, lo stemma è cambiato con la seguente motivazione: «il distintivo del 36° Stormo è a forma di foggia sannitica e sotto il numero dello Stormo reca la dicitura “caccia” ad indicare il ruolo dello Stormo. Al centro è posta un’aquila ad ali spiegate, rappresentante il più nobile dei volatili, simbolo di potenza e di vittoria, nonché simbolo di appartenenza all’Aeronautica Militare. Lo sfondo dello scudo è in azzurro e rappresenta il cielo. L’aquila ha tra i suoi artigli 2 saette, indicanti i 2 Gruppi Caccia Intercettori presenti sull’ente. Quella verde si rifà al colore del XII Gruppo, quella rossa richiama il colore del X Gruppo. Il motto “con l’ala tesa a gloria o morte", di provenienza aerosilurante, è mantenuto invariato ben rappresentando lo spirito del Reparto perpetuatosi nel tempo».

Missione
Assicurare, con le modalità stabilite dai piani operativi:

  • la Difesa Aerea dell’area di interesse nazionale e NATO, concorrendo al controllo, sin dal tempo di pace, dello Spazio Aereo relativo;
  • la capacità di effettuare operazioni di Difesa Aerea nelle aree assegnate nel quadro della partecipazione a operazioni internazionali di prevenzione e gestione delle crisi (peace keeping e peace enforcing).

Dal 1 luglio 2009 concorre con la Grecia all’”Air Policing” a favore dell’Albania, a seguito dell’ingresso della stessa nell’Alleanza Atlantica. L’attività di “Air Policing” consiste nell’impiego di velivoli intercettori, in tempo di pace, allo scopo di sorvegliare e preservare l’integrità di uno specifico spazio aereo; necessita quindi di una complessa organizzazione di uomini, mezzi, procedure e collegamenti.
 

Dotazione

Eurofighter 2000 Typhoon.

 

ENGLISH VERSION

 

Location 

Gioia del Colle (BA).

 

History

The 36th Wing was born on February 1st 1938 on the newly built airport of Bologna-Borgo Panigale. The aircraft employed were bombers. Flying with the old SIAI S.81 and the newer S.79, the Wing participate to the first stages of the World War II with the bombing on enemies targets in Malta and other cities of the Northern Africa. From 1941 the  36th Wing was converted to the new specialties of torpedo striking. Besides the SM.79 there were the new S.84, specifically developed for torpedo striking. Until September 1943 the Wing is constantly employed for torpedoing over the Central and West Mediterranean Sea, gaining several successful actions, of which the most important is the attack to the English battleship ‘Nelson’. After September 8th the 36th Wing is divided in two forces between those going to north and the others remaining at South. The Southern Air Force keeps the majority of the aircraft and personnel of the 36th Wing and under the allied Air Force the 36th Night Wing is constituted, which will conduct, until 1945, intense supporting action to the royal Army which put up resistance to German Nazi and, later, to the Italian and Yugoslavian partisan squadrons which fight in the Balkans. At the end of the conflict the Wing  registered massive losses, in terms of personnel and aircraft: two Wing Commanders, Col. Helmut Seidl – to whom the wing will be titled in 1981 – and Col. Giovanni Farina, both Neapolitans, are killed together while in action with two Squadron Commanders, three flight commanders and more than 180 people among Officers, NCO’s and airmen of the crew. The heroic act will receive an incredible amount of decorations, so much that the War Flag of the Wing has nowadays the most numbers of war decorations of the whole Italian Air Force: 1 Silver Military Medal to the 36th Ground Bombing Wing, 1 Golden Medal to the 36th Torpedoing Wing and 1 Silver Medal to the 36th Night Wing, while the personnel will be awarded with 8 Golden Military Medals to the memory, 43 Silver Medals, 123 Bronze Medals and 27 War Crosses. From November 1st 1948, following the clauses of the truce, the Wing is named after 36th Transport Wing and operates from the Guidonia airport, where it will remain until the spring of 1953, when it will  move to Latina. On June 12th 1955 the 36th Wing is dismantled. The starting of the Cold War and the fight between the Western Countries and the soviet block were the basis of the first revival of the 36th. Indeed on  May 1st 1960 the 36th Aero Brigade I.S. (Strategic Interdiction) is constituted. Its task will be to threaten, with its Jupiter missiles, the targets displayed beyond the ‘Iron Curtain’. The Brigade is placed in Gioia del Colle and its missiles stations are installed all over the ‘Murge’ territory. Right after the Cuban crisis on 1963, the missiles will be  withdrawn in adherence with Kennedy-Krushev agreement. On July 10th 1963 the 36th Aero Brigade is once again dismantled. The F-86K aircraft of the XII Fighter Squadron remain at Gioia del Colle, which in the meantime have been moved from the 4th Aero Brigade in Grosseto. The XII Squadron will execute from the Apulian airport airspace interdiction missions and in 1966, joined with the 156th Fighter Bomber Squadron coming from the 6th Wing in Ghedi. The two Squadrons, in accordance with the Ops Order n° 22 dated August 22nd 1966,  reform the 36th Wing. The War Flag of the glorious Wing of the Italian Air Force will be given back to Colonel Vittorio Zamboni on October 14th 1966. On  October 1st 2007 the Eurofighter 2000 ‘Typhoon’ is assigned to the 36th Wing, with which the pilots of the XII Squadron execute air defence missions. The transition towards the final configuration, defined within the transformation of the Italian Air Force, which indicates the Wing as an airbase uniquely dedicated to the national and NATO air defence, gets through to the departure of the 156th Squadron which, on July 1st 2008, goes back to Ghedi after 42 year length at Gioia del Colle under the insignia of the 36th Wing. On January 5th 2009 the 36th Wing participates to the air surveillance mission contributing, along with the 4th Wing in Grosseto and the 37th Wing in Trapani, to guarantee the defence of the national and  NATO air space. On  July 1st 2010 the arrivals of the X Fighter Squadron from the 37th Wing in Trapani Birgi marks the fulfillment of the transformation started since first years of 2000. The 36th Wing ‘Helmut Seidl’ is located at the ‘Antonio Ramirez” airbase in Gioia del Colle. The Wing  depends from the Combat Forces Command (CFC) in Milan which is responsible for the training and the operational readiness of its  forces. The CFC depends from Air Force Command which is responsible for the preparation and training of its units in order to keep and maintain level of readiness and operational capabilities, in addition to a logistic autonomy, needed to achieve the objectives identified by the Chief of the Air Staff. The 36th Wing is composed of different groups, which grant the achievement of the defined targets: the Command Office, Wing Operations, X and XII Squadrons, Force Protection Squadron, 436th Technical Operational Services Squadron, 536th Logistic Operational Services Squadron, 936th Aircraft Efficiency Group and Financial Service. Since 10th of September 2012 on the site of Gioia del Colle was displaced 84 ° C / SAR from Brindisi.

 

Mission

The mission is to assure, with the procedures established by the operational plans:

  • the air defence of the assigned area of national interest, contributing to the control, since peace time, of the specific air space;
  • the capability to execute air policing service to the assigned area in accordance with current international operations for the prevention and management of crisis.

From July 1st 2009 the 36th Wing participates with Greece to the air policing service over Albanian air space, since the membership of Albania within NATO. The air policing activity consists of the employment of fighter aircraft, during the peace time, in order to control and preserve the integrity of a specific airspace; it is needed so a complex organization of personnel, means, procedures and connections.

 

Equipment

Eurofighter 2000 Typhoon.