31° Stormo

 

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31° Stormo 

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Sede

Ciampino (RM)

 

Storia

Le lontane origini del 31° Stormo sono legate all'Idroscalo di Orbetello, intitolato alla memoria del Guardiamarina Agostino Brunetta, aviatore della 1ª Guerra Mondiale, e alle Trasvolate Atlantiche. Nel 1930, a Orbetello, venne costituito il 93° Gruppo da Bombardamento Marittimo, nucleo originario del 31° Stormo e la Scuola di Navigazione Aerea D'Alto Mare (SNADAM) per l'addestramento pratico e teorico degli equipaggi che avrebbero preso parte alle Crociere Atlantiche. Nell‘estate del 1933, 1 luglio-12 agosto, Italo Balbo al comando di una formazione di 25 idrovolanti S.55 X compie un‘impresa aerea di massa attraverso il Nord Atlantico, nota come Crociera del Decennale. Il volo, suddiviso in 13 tappe, si snodò per 20.000 km nel corso dei quali vennero compiute due traversate oceaniche: la prima, tra l'Islanda e il Labrador, di 2.400 km e la seconda, al ritorno, tra Shoal Harbor e Lisbona di 2.700 km. Su ogni velivolo era imbarcato un equipaggio di quattro uomini, due piloti, un radiotelegrafista e un motorista. Le più alte gerarchie della Regia Aeronautica, nell’immediatezza del rientro, percepiscono, immediatamente, la necessità di non disperdere le preziose esperienze maturate nel corso delle trasvolate. In tal senso, il 1° ottobre del 1933, gli equipaggi e le macchine protagonisti dell’ultima epopea atlantica vengono inquadrati nello “Stormo Sperimentale da Bombardamento Marittimo” che, il 1° gennaio 1936, venne denominato 31° Stormo da Bombardamento Marittimo, con sede presso l’idroscalo di Orbetello e strutturato su due Gruppi, 93° (196ª e 197ª Sq.) e 94° (198ª e 199ª Sq.). Lo Stormo, equipaggiato inizialmente con ventidue S.55 X e tre S.62, a partire dal 1937 iniziò la sostituzione di questi velivoli con gli idrovolanti Cant Z.501 che, tuttavia, mostrarono ben presto la loro scarsa idoneità al bombardamento marittimo. Nel 1939 lo Stormo fu ristrutturato con i più moderni trimotori Cant Z.506B con i quali il Reparto iniziò la 2ª Guerra Mondiale. Il 3 giugno 1940, in previsione dell’imminente inizio delle ostilità, lo Stormo ebbe l’ordine di rischierarsi nell’idroscalo di Cagliari-Elmas, mentre la 199ª Squadriglia fu dislocata presso Oristano. E’ il 31° Stormo a effettuare la prima azione di guerra compiuta dalla Regia Aeronautica. Pochi minuti dopo la mezzanotte dell’11 giugno, due Cant Z.506 della 197ª, effettuano una ricognizione armata sulla base aerea di Ajaccio e lungo le coste della Corsica alla ricerca di campi di aviazione occultati. Il 31° operò con ricognizioni e bombardamenti su basi della Corsica e della Tunisia. Notevoli le azioni condotte contro i porti e le basi aeree di Ajaccio e di Orano. Durante i primi cinque mesi di guerra, lo Stormo totalizzò 1.195 ore di volo, di cui 777 ore volate in 287 azioni belliche, effettuando ricognizioni di tipo offensivo su basi nemiche e convogli navali, strategiche sul Mediterraneo Centrale e Occidentale, voli di scorta e azioni antisommergibile. Il 5 novembre 1940, nonostante l’abnegazione e lo spirito combattivo degli equipaggi, l’inferiorità dei mezzi e le gravi perdite subite dal Reparto costrinsero la Regia Aeronautica a sciogliere lo Stormo. Restò in attività il 93° Gruppo e la 199ª Squadriglia che venne rinominata 287ª Squadriglia Autonoma da Ricognizione Marittima Lontana, inquadrata nell'Aviazione della Sardegna. La nascita della N.A.T.O., determinata dalla contrapposizione dei due blocchi Est-Ovest e dal conseguente inizio della guerra fredda, vede il nostro paese tra le nazioni aderenti sin dalla prima sottoscrizione di Washington del 18 aprile del 1949. Tale evento offre all’Aeronautica Militare l’opportunità di beneficiare dei vari programmi di assistenza militare varati dal governo americano, nel quadro del più complesso disegno di riarmo generale delle forze armate dell’Alleanza, attraverso agevolazioni di vendita o cessione in uso di aeroplani militari. In questo scenario, quindi, non si può più prescindere dall’ala rotante tanto che questo deve divenire uno degli elementi cardini del nuovo processo evolutivo della Forza Armata. L’elicottero concede, infatti, la possibilità di volare ed operare in modo diverso ma complementare all’aeroplano; inoltre, gli entusiastici riporti dei primi operatori delle Forze Armate dei paesi che già operano sul mezzo inducono i vertici decisionali ad un’esplorazione di questa nuova realtà. Si consolida, quindi, la necessità di costituire uno o più reparti che siano basati su elicotteri. Ed ecco sorgere dalle ceneri di quel fuoco acceso dalla Seconda Guerra Mondiale, che aveva bruscamente ridi¬mensionato le splendide illusioni create dalle imprese aeronautiche degli anni ‘30, una nuova prospettiva. Giusto il 1° febbraio del 1953, presso l’Aeroporto romano dell’Urbe, si costituisce il Reparto Addestramento Elicotteri, prima realtà ad ala rotante dell’Aeronautica Militare, equipaggiato con elicotteri tipo Bell 47D-1, tre esemplari, e Westland S-51 nel numero di due unità. Compiti istituzionali di questo Reparto sono, oltre al normale addestramento del personale, quelli di compiere voli di collegamento con località colpite dal maltempo o isolate dalla neve, di soccorso su terra e in mare, di Aerocooperazione con altre Forze Armate, di taratura e alli¬neamento radar con la Squadra Navale, di pattugliamento costiero per conto della Guardia di Finanza, di ricerca di velivoli italiani ed esteri dispersi in collaborazione con il Comando del Soccorso aereo di Vigna di Valle, di addestramento in alta montagna e di ammaraggio con galleggianti in specchi d’acqua chiusi e in mare aperto. Con il passare del tempo cresce la familiarizzazione con il mezzo e si prende coscienza della nuova realtà e delle enormi possibilità da essa stessa manifestate ed anche, quindi, dei più ampi spazi richiesti. Il sedime aeroportuale di Roma-Urbe, per tale motivo, è ritenuto non più sufficientemente capiente ed è, oramai, troppo a ridosso della città che è in piena espansione. Si decide, allora, di individuare una zona alternativa che racchiuda in se le caratteristiche ricercate e che, inoltre, possa anche costituire in nuovo polo addestrativo della Forza Armata. Nel dicembre del 1954, il Reparto acquisisce il Bell model 47G. Nel febbraio del successivo anno viene, finalmente, individuata l’idonea aerea di sviluppo e di rilocazione: è l’Aeroporto di Frosinone. L’aerodromo, intitolato nel 1936 al Capitano Pilota Girolamo Moscardini, nel periodo che va dal 1939 al 1943, è sede della “Scuola di Pilotaggio di 1° periodo per Sottufficiali Piloti” mentre dall’aprile al novembre del 1945, vi trova locazione la “Scuola Addestramento Caccia e Bombardamento” cui succede, fino al 1947, la “Scuola Addestramento Trasporti”. Tale Ente, nel periodo 1948-1953 assume la nuova denominazione di “Scuola Addestramento Trasporti Aerei e Navigazioni”. Un sedime aeroportuale, quindi, con la vocazione all’addestramento. Ad un primo distaccamento di elicotteri segue, a partire dal giorno 2 aprile del 1955, lo spostamento di tutto il Reparto. Il cambiamento di sede si completa il 27 aprile e termina il proprio ciclo attuativo con la ridenominazione del Reparto in Centro Elicotteri. Il trasferimento, però, non è completo poiché una Sezione del disciolto Reparto rimane presso l’Aeroporto di Roma-Urbe. Il nuovo Centro è ordinato sul 208° Gruppo Volo articolato, a sua volta, nella 429a Squadriglia Scuola e nella 430a Squadriglia Impiego. Arriva il 1957; gli uomini ed i mezzi del Reparto continuano la loro incessante opera che, di giorno in giorno, viene sempre più dedicata al soccorso. L’attività del Centro non passa inosservata tanto che il giorno 10 giugno dello stesso anno, con foglio SMA n° 1174/212, si ordina la costituzione del 209° Gruppo Volo Impiego ordinato in due Squadriglie: la 431a e la 432a . Nel 1958 la struttura ordinativa del Reparto conosce una nuova trasformazione. In considerazione degli sviluppi del nuovo mezzo e, soprattutto, delle sue enormi potenzialità prospettiche, si decide di trasferire il 209° Gruppo Volo presso il sedime aeroportuale di Roma-Centocelle. Il Gruppo trasporta con sé la Bandiera di Guerra ereditata dal disciolto 31° Stormo Bombardamento Marittimo ed il nome di Centro Elicotteri. Il 208° Gruppo Volo rimane, invece, presso il sedime frusinate gettando il seme di quello che diventerà prima nel febbraio del 1960 “Scuola Elicotteri” e poi, oggi, 72° Stormo. Nel 1960, più precisamente il 13 gennaio, anche la struttura di Comando del Centro, rimasta assieme al 208° presso Frosinone, si trasferisce a Centocelle. Il nuovo Reparto costituito è articolato in due Gruppi Voli: il 209° ed il 210° che è posto, tuttavia, in posizione quadro in vista di una prossima alimentazione degli organici. Il giorno 1 aprile del 1960 i due Gruppi Volo mutano la propria denominazione: il 209° diviene 94° Gruppo Volo ed il 210°, finalmente in organico, assume la denominazione di 93° Gruppo Volo. Nel 1963 il 93° Gruppo lascia il sedime di Roma-Centocelle per dislocarsi su Pratica di Mare e, contemporaneamente, anche l’Aeroporto di Roma-Centocelle inizia a manifestare alcune problematiche. Così come accadde per Roma-Urbe, l’incremento dell’attività volativa è tale da rendere il sedime non più idoneo nelle sue dimensioni e, soprattutto, ancora una volta, per la vicinanza con le abitazioni di un quartiere, il Tuscolano, che per densità di popolazione risulta essere all’epoca il più denso d’Italia. Ancora una volta, quindi, occorre trovare una nuova collocazione che dia ampio margine di manovra e consenta lo svolgimento di intense attività operative. La fase di studio volta a ridefinire una nuova collocazione dell’intero Centro, terminano ufficialmente il 1° marzo del 1965. Lo Stato Maggiore individua nell’Aeroporto di Pratica di Mare il luogo più adatto per accogliere un nuovo soggetto che, dal punto di vista di un decisivo potenziamento del Centro, diventi punto nodale dell’ala rotante nel campo dell’impiego. In tale giorno inizia il cambiamento di sede del Centro Elicotteri. Il trasferimento è completato il 6 settembre. Il 1° marzo del 1965, il Centro Elicotteri assume, inoltre, la definitiva denominazione di 31° Stormo Elicotteri ed è articolato su due Gruppi: il 93° ed il 94°. La linea di volo vede gli Agusta Bell tipo 47G2, 47J, 47J3, 204A e 204B, per un totale di ventitré elicotteri. Meno appariscenti, forse, ma sicura¬mente non meno importanti di quelli del passato, sono i compiti assegnati al Reparto. II 31° Stormo, infatti, è ora impiegato per il trasporto di Alte Autorità dello Stato, per il col¬legamento con i centri aeronautici isolati e per compiti che oggi definiremo di protezione civile. Il personale, nell’ottica del solco tracciato in anni di sacrificio, ha ancora modo di dimostrare le proprie capacità e le profonde motivazioni che lo spingono ad operare con sempre maggiore impegno e spirito di sacrificio. Di notevole rilievo gli interventi compiuti durante l’alluvione in Toscana. Il 2 giugno 1966 viene concessa allo Stormo, grazie alle operazioni effettuate a salvaguardia dei beni nazionali, la Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte. Negli anni successivi il Reparto interviene nelle alluvioni in Campania e Veneto e durante il terremoto del Belice in Sicilia. Per le innumerevoli benemerenze acquisite a livello nazionale in soccorso alle popolazioni sinistrate, il 19 gennaio 1971, alla Bandiera del 31° Stormo Elicotteri viene concessa la Medaglia d'Argento al Valor Civile. Non mancano neanche le trasformazioni. Il 94° Gruppo Volo, in data 1° settembre del 1968, è posto in posizione quadro e le sue Squadriglie passano alle dipendenze del 93° Gruppo Volo. E’ l’avvisaglia di una nuova linea di condotta imposta alla Forza Armata; l’inesorabile contrazione delle disponibilità economiche e la vetustà del parco macchine, quest’ultimo aspetto non solo specificatamente rivolto al Centro Elicotteri ma rivolto a quasi tutti i Reparti operativi della Forza armata, determinano l’assottigliamento delle risorse disponibili intese come binomi uomini e macchine. Proprio nelle considerazioni di quanto espresso poc’anzi, nell’alternanza delle scelte strategiche dettate dalle risorse economiche disponibili, il giorno 1° luglio del 1970, il 94° Gruppo Volo è reintegrato in servizio a pieni organici. E’ questo, forse, uno degli ultimi sprazzi di quell’operatività che si ricorda con un leggero sorriso del 94° Gruppo Volo che, ancora una volta, paga pegno alla triste legge della necessità fatta virtù. In data 30 settembre del 1975 esso, infatti, è definitivamente sciolto insieme alle sue due Squadriglie. Si impone, quindi, una scelta che sia frutto di una razionalizzazione dei propri Reparti. In tale ottica, l’attenzione è rivolta ad un altro prestigioso Reparto dell’arma Azzurra che, per alcuni aspetti, porta a compimento missioni il cui scopo è sovrapponibile con quello che si pone il 31° Stormo. Tale Reparto è, per l’appunto, il Reparto Volo Stato Maggiore. Il Reparto Volo Stato Maggiore si costituisce il giorno 1 aprile del 1946 sull’Aeroporto dell’Urbe in Roma per trasformazione della Sezione Autonoma Volo Stato Maggiore di Centocelle. Il giorno 11 novembre dello stesso anno, il Reparto si scinde organicamente: la struttura di comando è trasferita sull’Aeroporto di Roma-Centocelle mentre la parte volo, ordinata nella Squadriglia Presidenziale, rimane presso l’aeroporto dell’Urbe. La Squadriglia opera con un velivolo G212, un C47, quattro S79, due G12 ed, infine, con due S75. Detti aeromobili sono in uso al Presidente della Repubblica (nella fattispecie il G212 con matricola 61637), al Presidente del Consiglio, ai Presidente di Camera e Senato ed operano con i leggendari codici in fusoliera “SM”. In data 1° settembre 1952, è costituito il 306° Gruppo Volo. In esso confluisce la Squadriglia Presidenziale, che nel frattempo è stata rinominata come Squadriglia Voli Speciali, la Squadriglia Collegamento ed Allenamento Plurimotori e la Squadriglia Collegamento ed Allenamento Monomotori. Queste ultime due operano, al momento dell’unificazione, sull’Aeroporto di Roma-Centocelle con velivoli C45, C47/C53, G212 ed un Breda BZ308. Nel 1957, il Comando Reparto Volo Stato Maggiore ed il neo costituito 306° Gruppo Volo, si trasferiscono sul sedime aeroportuale di Roma-Ciampino dove, il giorno 1° novembre del 1959, le due strutture sono sciolte e fatte confluire nel Centro Addestramento Volo della 2a Z.A.T.. Ai velivoli sono applicai i codici ZR nel significare, comunque, che alcuni di essi sono impiegati dal SIFAR e dal SIOS. Il 1° ottobre 1963, in corrispondenza di una richiesta sempre più pressante di voli di Stato, si pensa di ricostituire, sempre sul sedime aeroportuale di Roma-Ciampino, il Reparto Volo Stato Maggiore. Tale Reparto è articolato su due gruppi: il 302°, ordinato nella 514a e 515a Squadriglia, ed il 306°, strutturato nella 517a e 518a Squadriglia. I velivoli in linea sono il Convair 440, il C47, il C53 ed il DC6B (la cui consegna ha inizio il 6 settembre del 1962) ed un piccolo monomotore Helio H395 'Courier'. Gli aeromobili, in particolarità i DC6B, sono impiegati per i collegamenti anche con i distaccamenti che l’Aeronautica Militare possiede in Congo, in Kenya, in Zambia ed in Somalia e per le operazioni di soccorso in concomitanza con il sisma in Sicilia nel gennaio del 1968, con quello in Perù del luglio del 1970 e del Friuli del maggio del 1976. Tornano, in fusoliera, i codici SM. Agli inizi del 1970, il Reparto Volo Stato Maggiore acquisisce i velivoli Piaggio PD808TP e VIP. Nel 1974, più precisamente il 12 gennaio ed il 21 marzo, presso il Reparto entrano in linea due velivoli DC9-30. La particolarità di detti aeromobili risiede nel fatto che gli stessi sono acquistati con fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri; per entrambi, tuttavia, i codici identificativi rimangono sempre SM. Il 6 ottobre del 1976, finalmente, si scioglie la riserva ed il 31° Stormo Elicotteri muta la sua fisionomia operativa acquisendo il Reparto Volo Stato Maggiore e le sue macchine ad ala fissa. Esce, così, di scena il Reparto Volo Stato Maggiore che aveva iniziato ad operare sin dal lontano 1925, quale erede dei mezzi e degli equipaggi della 36a Squadriglia già costi¬tuita nel 1923 sull’Aeroporto di Centocelle. Ad operare la transizione è il Colonnello Antonio Liberatore che ha assunto il comando del 31° in febbraio. Il nuovo Reparto deve, necessariamente, anche procedere ad una ristrutturazione organica che tenga conto anche dei nuovi orientamenti della Forza Armata, dettati dalla necessità di costituire unità operative snelle, efficienti ed efficaci nel loro numero limitato di macchine. E’ questa la linea guida che impone un controllo proprio del disciolto Reparto Volo Stato Maggiore. Esso, organicamente costituito su due Gruppi Volo, il 302° ed il 306°, non corrisponde alla nuova visione operativa e, pertanto, deve procedere ad una revisione della sua struttura. Si decide di porre in posizione quadro il 302° Gruppo in data 1° ottobre 1977; il 306° rimane, invece, pienamente operativo. Il 31° muta anche la propria denominazione, acquisendo il suffisso “Trasporti Speciali” mentre il 93° Gruppo si trasforma in Gruppo Volo Trasporti Speciali Elicotteri. La nuova epoca del 31°, tuttavia, impone ancora un’altra valutazione. La revisione complessiva dei compiti istituzionali dello Stormo vede assurgere il trasporto delle alte cariche dello Stato a funzione preminente. Di conseguenza, per ovvie ragioni operative, la sede dello Stormo passa da Pratica di Mare all’Aeroporto di Ciampino, lo è già anche del 306° Gruppo Volo, mentre la sede operativa del 93° Gruppo Volo rimane presso l’Aeroporto di Pratica di Mare. Nel nuovo assetto sono, tuttavia, mantenute vive le migliori tradizioni dei due reparti di volo. Così, la tempestività, lo stile, la riservatezza che ha contraddistinto per anni il Reparto Volo Stato Maggiore è immediatamente acquisita dall’intero Stormo, mentre lo stemma che era del disciolto Reparto, è prontamente adottato dal 306° Gruppo Volo. Il 93° Gruppo Volo, a seguito dell’acquisizione dell’elicottero Agusta Sikorsky SH 3D/TS, sceglie come proprio emblema una stilizzazione della nuovissima macchina realizzata dal Capitano Carlo Maria Allochis, Comandante della 197a Squadriglia. Il travaso di esperienze si dimostra proficuo e, pur nelle difficoltà connesse con la sintonia del personale, l’unificazione dei mezzi a disposizione consente un’appropriata scelta delle macchine in funzione delle molteplici esigenze che si presentano. Giorno dopo giorno, le diverse esperienze operative degli uomini e delle macchine, si integrano rapidamente. All’atto dell’unificazione lo Stormo ha in linea diciotto elicotteri Agusta-Bell del tipo 47G2, 47J, 47J3, 204A e 204B, due elicotteri Agusta Sikorsky SH 3D/TS, tre velivoli Convair 440, quattro Douglas DC-6, otto Piaggio PD 808 e due Mc Donnell Douglas DC9-30. Una flotta davvero imponente. Per assolvere i compiti d’istituto il personale dello Stormo ritorna a varcare il 'mundi limes', ritorna a solcare l’Atlantico. Si ripercorrono quelle stesse vie aper¬te gloriosamente dai trasvolatori negli anni ’30. L’operazione diventa, anzi, di routine grazie al veloce progresso della tecnologia aeronautica, che dota i novelli trasvolatori di mezzi idonei al grande balzo oceanico. II ritorno sull’Atlantico riporta alla memoria i passati splendori; gli uomini dello Stormo non hanno dubbi nel recuperare, nuovamente, come distintivo del Reparto, la “Polena Alata” della nave degli Argonauti. Essa, dopo trentasei anni di ingiusto oblio, torna a campeggiare sulle derive dei velivoli del nuovo Trentunesimo. Dopo la radiazione dei residui vecchi velivoli a pistoni nel 1985 il 31° Stormo apre due nuove linee di volo con l'entrata in servizio del primo G III Gulfstream, bireattore executive di produzione USA, e il primo (di quattro) Dassault Falcon 50, trireattore executive di costruzione francese. L'entrata in esercizio dei nuovissimi velivoli executive, amplia l'attività operativa del Reparto che vede aumentare, con un costante incremento annuo, la produzione di ore di volo che nel decennio 1985-1995 salgono da 7.070 a 8.521. Nel 1991 viene festeggiato il traguardo delle 15.000 ore volate dal Falcon 50 e nel 1994 la Bandiera dello Stormo viene insignita della Medaglia d'Oro al Merito della Sanità Pubblica. Nel 1996 il DC.9, che ha rappresentato la macchina di punta e di prestigio dello Stormo, acquisendo anche, con opportune modifiche, la capacità di trasvolare l'Atlantico, festeggia le 50.000 ore di volo. Negli anni seguenti l'attività dello Stormo continua a crescere. Nel biennio 1997-99 viene avviata la transizione degli equipaggi sul nuovo Airbus A-319CJ. Entra in linea il nuovo executive Falcon 900EX, versione migliorata del Falcon 50 che l'anno dopo raggiunge il traguardo delle 50.000 ore di volo. Viene avviato il programma per la costruzione di un nuovo e funzionalissimo hangar. L'ingresso in linea dell'Airbus 319 CJ, avvenuto il 7 marzo 2000, seguito in breve tempo dall'arrivo di un secondo esemplare, proietta il 31° Stormo nella dimensione di una operatività senza precedenti che si avvia a superare le 10.000 ore di volo annue. Nel 2006, due dei quattro Falcon 50 sono stati sostituiti da due modernissimi Falcon 900 EASy, dotati di strumentazione di bordo all'avanguardia e di maggiore autonomia chilometrica.

 

Missione

Effettuare, con le modalità stabilite dalle norme in vigore, attività di trasporto aereo per soddisfare le esigenze dell’Autorità di Stato, Interforze e di Forza Armata.

Provvedere all’addestramento per la prontezza operativa degli equipaggi di volo ed alla standardizzazione delle procedure d’impiego per le linee volo in dotazione al Reparto.

Gli aeromobili del 31° Stormo sono utilizzati per il trasporto di Stato e per missioni di pubblica utilità, quali il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati, di traumatizzati gravi e di organi per trapianti, nonché per interventi a favore di persone comunque in situazioni di rischio. Per la particolarità dei compiti assegnati, il 31° Stormo, pur permanendo alle dirette dipendenze del Comando della Squadra Aerea, è posto sotto il controllo operativo dello Stato Maggiore dell’Aeronautica, 3° Reparto, che lo esercita attraverso la sala situazioni che, attivata in H24, coordina tutte le attività di trasporto aereo per esigenze di Stato, sanitarie e umanitarie.

 

Dotazione

HH-139A, Falcon 50, Falcon 900 EX, Falcon 900 EASy, Airbus A 319CJ.