“Il Potere Aereo – affermava Churchill – è la forma di forza militare più difficile da definire o, persino, da esprimere in termini precisi” Si tratta, in effetti, di una filosofia che interessa e coinvolge un numero elevato di risorse e che trae origine, non solo dagli strumenti atti a esercitarlo – l’aereo da combattimento per primo – ma da tutti quegli apparati civili e militari, politici e industriali necessari a pensare, creare e sviluppare un’espressione di potenza che, come un braccio armato, si protende per affermare la volontà di uno Stato o di una coalizione di Stati raccolti, spesso, sotto l’ombrello di un’organizzazione internazionale (ONU, NATO, EU, ecc.).
In senso più strettamente tecnico il Potere Aereo identifica un’autonoma capacità militare in grado di controllare e sfruttare appieno lo spazio aereo per acquisire consistenti vantaggi in termini di tempo, di distanza, di posizione e di prontezza nel perseguire gli obiettivi posti dalla politica.
L’applicazione del Potere Aereo si è dimostrata risolutiva negli scenari del “post guerra fredda” per cogliere le finalità espresse dalla comunità internazionale, e la sua evoluzione ha definito un nuovo strumento da porre al servizio della sicurezza collettiva, mutando la natura stessa delle relazioni internazionali.
Percorrere rilevanti distanze in minuti e ore, anziché in giorni e settimane, possedere una dimensione globale in tutti i teatri operativi, godere di assoluta libertà di manovra al di fuori delle limitazioni imposte dalla geografia del globo, acquisire una prospettiva privilegiata operando al di sopra della superficie terrestre: tutto ciò costituisce fattore di successo delle moderne operazioni militari. Operazioni che hanno come imperativo quello di conseguire gli obiettivi posti dall’autorità politica al più basso costo possibile in termini di vite umane e risorse.
Il Potere Aereo, infatti, al di là della sua accezione più dottrinale, nell’attuale spettro di impiego:
- assume valenza strategica “autonoma” nel conseguire direttamente obiettivi politici con rapidità, flessibilità e ampia libertà di azione;
- assicura costante “presenza virtuale”, poiché è in grado, in tempi brevissimi, di essere dispiegato ovunque;
- si esprime attraverso attività aeree autonome o congiunte all’azione delle forze di superficie (supporto diretto ai contingenti interforze in azione, trasporto tattico/strategico, ricognizione, evacuazione aerea in emergenza di civili o militari, Combat SAR o ricerca e soccorso operativi).
I capi di Stato Maggiore delle forze aeree europee in un foro permanente esclusivamente tecnico, l’EURAC (European Airchiefs Conference), hanno definito i “criteri di convergenza” da applicare al Potere Aereo:
- la rapidità di impiego a lungo raggio, la mobilità e la flessibilità, tali da permettere al decisore politico di intervenire tempestivamente per circoscrivere le situazioni di crisi e le eventuali conseguenze internazionali;
- l’elevato rapporto di efficacia/costo, che si basa su una decisiva supremazia tecnologica, tale da garantire il rapido conseguimento dell’obiettivo politico, riducendo i costi connessi con il protrarsi dell’azione militare e scongiurando l’inaccettabile perdita di vite umane.
L’Aeronautica Militare è impegnata nel dimensionare la propria forza aerea in accordo con queste linee guida, anche sulla scorta delle esperienze maturate nelle campagne aeree a cui ha preso parte, in Iraq, nel Corno d’Africa, in Bosnia e in Kosovo, in Afghanistan.
Negli ultimi tempi il Potere Aereo si è ulteriormente evoluto e il crescente impiego in operazioni congiunte con le forze dislocate sul terreno – unità numericamente piccole e caratterizzate dalla elevata mobilità – in teatri lontani dal territorio nazionale, continuerà a richiedere una maggiore precisione, più velocità di esecuzione, maggiore raggio d’azione e missioni con elevata capacità stand-off/all weather. Obiettivi mobili e sfuggenti che caratterizzano la nuova identità della minaccia impongono attenzioni speciali e speciali capacità; in particolare il classico processo sensore-comando-azione (sensor-to-shooter cycle) non potrˆ più richiedere ore ma minuti per poter essere efficace.
Occorre quindi aggiungere altre tessere al mosaico del Potere Aereo nazionale, affinché esso possa risultare, come sempre, decisivo nella risoluzione delle crisi future. Sarà necessario incrementare il potenziale politico-militare e possedere un’efficiente catena di Comando e Controllo: un efficace “braccio operativo” deve essere gestito in “tempo reale” da un efficiente “cervello”.
L’unità di Comando e Controllo deve essere altamente mobile, integrabile in ambito interforze e internazionale, in grado di gestire in modo flessibile e rapido l’impiego delle forze, con ritmi incalzanti e alle condizioni dettate dal decisore politico costretto ad agire spesso sotto la spinta emotiva dell’opinione pubblica.
In particolare, le moderne forze aeree, come l’Aeronautica Militare, dovranno essere in grado di sviluppare ciò che consente di estendere lo spettro e l’efficacia della propria azione, quei mezzi cioè che permettono d’individuare, osservare e quindi contrastare con immediatezza le azioni di un avversario, sempre più ambiguo ed evanescente, ovunque esso sia. Lo strumento militare aereo, nella sua accezione più ampia compresa nel concetto di Potere Aereo, deve essere un dispositivo con spiccate capacità expeditionary, costituito da elementi modulari e facilmente integrabili in ambienti interforze e multinazionali, coordinato da un efficace sistema di comando e controllo.
In particolare risulterà decisivo eccellere nella condotta di operazioni aeree dal forte indirizzo specialistico, attraverso l’impiego di capacità Intelligence, Surveillance e Reconnaissance (ISR), integrando le diverse componenti utili a fornire un’adeguata situational awareness – essenziale per il successo di pianificazione e condotta delle operazioni – attraverso la raccolta, l’elaborazione, l’utilizzo e la disseminazione d’informazioni accurate e tempestive.
Ma innanzitutto va sviluppata e adottata con puntuale precisione nel nostro ambito una dottrina d’impiego del mezzo aereo che sia appropriata ai nuovi scenari, una dottrina da cui far discendere le tattiche, le tecniche e le procedure operative. Bisogna far ricorso a uno straordinario e corale sforzo di pensiero, organizzativo, addestrativo e nel campo dello sfruttamento delle innovazioni tecnologiche.