
La missione essenziale delle Forze Armate è la difesa dello Stato e la salvaguardia delle libere istituzioni da ogni possibile minaccia. La natura di tale missione, tuttavia, significativamente mutata nel corso degli ultimi anni, continuerà ad essere contraddistinta da un’elevata dinamicità, sconosciuta al tempo della “Guerra Fredda”, in relazione all’evoluzione dello scenario internazionale. La minaccia globale del terrorismo, il potenziale utilizzo di armi di distruzione di massa, l’instabilità regionale e la possibile compromissione degli interessi vitali nazionali, anche al di fuori del territorio dello Stato, costituiscono le grandi sfide della sicurezza nel 21° secolo. Per far fronte a questa dinamica s’impone un continuo processo di adattamento delle forze, della dottrina e delle capacità esprimibili dello Strumento Militare, in stretta coerenza con gli analoghi processi avviati in ambito NATO e UE e dalle Nazioni con le quali l’Italia mantiene più stretti rapporti di collaborazione, al fine di essere in grado di rispondere alle future sfide senza soluzione di continuità ed in modo tempestivo ed efficace. La trasversalità e l’imprevedibilità delle future minacce, in primis quella terroristica e quella connessa con situazioni di “failing states”, richiedono di sviluppare capacità di prevenzione e quando necessario di intervento efficace e tempestivo anche a grande distanza dalla madrepatria. In altre parole, a differenza del passato, il contributo militare alla sicurezza della Nazione non può poggiare esclusivamente su capacità di sorveglianza e di difesa statica delle aree metropolitane (“Homeland Defence”), ma piuttosto svilupparsi con misure capaci, se e quando diretto, di far fronte dinamicamente alla minaccia laddove essa si alimenta. I requisiti chiave per questa nuova capacità poggiano su una solida struttura fortemente integrata di comando ed informazione, su una elevata tempestività d’intervento al più basso livello di intensità possibile, con spinta precisione di ingaggio e con piena superiorità operativa e tecnologica sul possibile avversario. Occorre in sintesi uno Strumento Militare a struttura “net-centrica” che coniughi elevate capacità di sorveglianza, comando e controllo con la pronta disponibilità di forze flessibili e sostanzialmente “expeditionary”, addestrate e culturalmente preparate a operare sinergicamente secondo dottrine di impiego “effect-based”. Prepararsi a tale sfida richiede una chiara ed innovativa visione, proiettata sul prossimo decennio, che guidi il processo di trasformazione della struttura, delle capacità e dei concetti d’impiego delle forze, con pragmatismo e coerenza. Nel quadro di uno stretto raccordo con i processi di trasformazione in corso in ambito NATO ed UE, gli obiettivi che si intendono perseguire, sono:
- definire la natura delle operazioni, i concetti d’impiego, le capacità e la struttura delle Forze di cui la Nazione dovrà dotarsi per assolvere con successo le missioni assegnate nei prossimi 15 anni;
- fornire una solida base concettuale per guidare il processo di pianificazione generale e le decisioni in merito agli investimenti per l’ammodernamento ed il rinnovamento dello Strumento Militare;
- sostenere il processo di trasformazione dello Strumento, indicando le priorità chiave per lo sviluppo della struttura delle Forze, dei concetti d’impiego e delle correlate capacità, a fronte delle prevedibili risorse umane, finanziarie e legislative che la Nazione riterrà di dover rendere disponibili per tale processo;
- fornire un quadro di riferimento per lo sviluppo di nuovi concetti e capacità su cui focalizzare le attività di ricerca e sperimentazione;
- sostenere lo sviluppo di una coerente e condivisa cultura militare, sia attraverso il lavoro in ambiente interforze e multinazionale, sia stimolando il dibattito esterno ed interno alle Forze Armate con particolare “focus” sulla trasformazione in atto e futura.
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